Shift Magazine 2011 Call for entries from JAPAN (10/8)Tag archive: cgitalia
Come fare un film senza soldi, discussione da cgitalia
(a proposito di frustazioni varie tipicamente ITALICHE)
…e chi lo è, scoraggiato.
Fare, ed aver fatto, porta comunque benefici.
E non solo nello stretto settore del “cortometraggio digitale”.
Apre uno spiraglio sul mondo su ciò che si è, sul proprio pensiero, sulle proprie abilità artistiche- organizzative. E’ facilmente divulgabile, direi molto più facilmente rispetto a forme artistiche più tradizionali-
Ed offre , per fortuna, una buona possibilità di trovare
buoni contatti per altri tipi di lavori e collaborazioni, magari inseriti in contesti differenti da quello della “cg”. La cosa , per quanto mi riguarda, non mi disturba affatto!
E’ qualcosa, comunque , da fare.
Nel tempo libero, quando si ha tempo-voglia-qualcosa da dire.
Almeno che , anche in italia, non venga quel gusto “perverso” di vedere numerose volte comparire “italy”
nella lista dei paesi concorrenti ai migliori festival internazionali , come motivo di vanto e orgoglio per il paese intero (e quindi promozione per il made in italy, per la produzione industriale, la moda, il design, l’industria filmica tutta). Gusto che invece il più delle volte è relegato a vittorie calcistiche ed olimpioniche.
Gusto “perverso” che , pare porti, in termini di capitale , il triplo dei soldi investiti (parole del rappresentante degli investimenti culturali del brandenburg, ad una conferenza sulle coproduzioni internazionali a cui ero stato invitato)
E magari venga istituito uno stipendio per gli artisti, come succede in numerosi paesi europei.
Intanto che tutto questo è utopia, l’unica soluzione che vedo è quella di rimboccarsi le maniche e agire.



